Ho sempre amato le automobili, forse perchè anche i miei erano sensibili alla personalità di un’auto e sono cresciuta con quattroruote regolarmente acquistato ogni mese. Per molti l’auto è solo un mezzo di trasporto, può essere bella o brutta, piccola o grande, giallo canarino o grigio metallizzato ed è uguale; si usa finchè va bene e poi senza dolore si manda allo sfascio. Per altri la macchina è come una persona, della quale si può anche essere innamorati, sentire il suono del motore e percepirlo come una musica, osservare i dettagli di una curva e gioirne come se si osservasse un’opera d’arte. Ho avuto tante auto, di alcune ero follemente innamorata, di altre meno, alcune le ho avute per esigenze del momento e non sono macchine che ho amato; ma le ho comunque apprezzate per come mi hanno servito, onestamente e senza tradimenti. La macchina su cui ho imparato a guidare era il maggiolino blù della mia mamma; comperato nel ‘69 era il secondo in ordine di tempo. Il primo, color verde acqua del 1962, con i bei paraurti america cromati fu quello della mia infanzia, quando venivo portata sul sedile posteriore e potevo mettere i miei giocattoli nel vano dietro il sedile dove a volte mi andavo a nascondere durante i viaggi. Eccone uno uguale uguale, anche lui con le bellissime gomme bianche molto eleganti:

(foto http://cll.hemmings.com/)
La prima auto a me intestata fu una normalissima 126 rossa, erano gli anni ‘70 e lei poverina, si fece più volte depredare di ruote di scorta e fari dai ladri del tempo; non la amai moltissimo ma per 5 anni fece il suo onorato servizio, raramente lasciandomi a piedi.

(foto http://images.ciao.com)
Nel 1982 comperai un bellissimo maggiolino nuovo, una serie speciale grigio metallizzato, era stupendo con un motore brillante e il classico ronzio tipico del motore boxer posteriore. Un paio di anni dopo mi padre decise di sostituire quello blu della mia mamma; io ne ero troppo affezionata e quindi lo adottai. Eravamo a quota due maggiolini ed una gloriosa Morgan del marito, il quale, passando tutti i giorni sull’Appia per andare al lavoro notò un maggiolino rosso che tristemente stazionava in un piazzale di auto usate. Decise che non c’è due senza tre e salvò dalla solitudine quel poverino abbandonato.

Dopo esserci divertiti ad uscire ogni giorno con un maggiolino diverso a seconda del vestito che indossavamo…. decidemmo che era il caso di permutarne uno con un tipo diverso di automobile. Non ricordo come fu che trovammo una VW 181 detta anche Pescaccia e così vendemmo il maggiolino argento e comperammo questa gippetta di origine militare che ci sollazzò, specialmente nei mesi estivi. Si potevano staccare agevolmente tutti gli sportelli, abbassare il parabrezza e ti sembrava di andare in moto
Era così, pari pari a questa:

(foto http://board.bitreactor.to/)
Venne il tempo in cui il maggiolino rosso, a causa di problemi burocratici dovuti a mancato trasferimento di proprietà fu riportato al salone di auto usate per cambiarlo con un’altra macchina. E li ebbi io il colpo di fulmine… una splendida 2CV verde acqua mi guardava smorfiosa e, inutile dirlo persi la testa per lei. Sborsammo un po’ di dinero e ce la portammo a casa. Era magnifica, l’auto che da giovanetta avevo sempre desiderato… finalmente era mia

(foto http://roxomatic.de)
Nel frattempo alcune macchine erano state vendute o mandate purtroppo al cimitero delle automobili. La pescaccia la prese un signore che faceva aventi e indietro con l’africa e credo se la volesse portare li. Mio suocero passò al marito una volvo usata che diventò la macchina da viaggio e utilità. Il maggiolino blu finì al cimitero delle auto e noi che non riuscivamo a stare fermi un attimo comperammo un altro sogno di mio marito: una morris minor traveller del 1958 con guida a destra.

(foto http://www.carandclassic.com)
Passarono gli anni, la bella 2cv fece felice una neopatentata che con entusiasmo la comperò, la morris che era diventata la mia auto da tutti i giorni purtroppo, essendo anzianotta, si riverò non essere adeguatamente sicura e fece contento un ragazzo molto abile nella meccanica che la prese con grande felicità.
Con urgenza passai ad un’auto nuova di zecca, che mi riparavano anche sotto casa, senza pretese e del tutto anonima: una fiat uno celeste metallizzato che come la 126 mi servì fedelmente e che curai senza grandi batticuori. Nel frattempo l’auto grande di casa era sempre una delle volvo usate di mio suocero, rigorosamente berline, che noi apprezzavamo per la gran comodità ma poichè da sempre innamorati delle SW ci sentivamo perennemente monchi… monchi di coda
Venne il momento in cui decidemmo che la coda ci voleva a tutti i costi e così permutammo la uno con una (per me) meravigliosa, stupendissima volvo 740 sw usata di 10 anni ma in perfette condizioni, anche con la griglia cane divisoria di un colore ammeregano ma ammeregano veramente… che ci azzecca visto che la macchina è svedese? non lo so ma lei era…. color….. ORO METALLIZZATO

(foto http://fr.wikipedia.org)
Ecco, immaginate quella della foto più dorata
insomma brillava di luce propria e a me piaceva tantissimo. Ci caricammo di tutto, nove cani e le loro brandine, un pattino, mobili, insomma di tutto. Adoravo quell’auto e se non fosse stato per tutti i divieti che avrebbero reso la città off limits, l’avrei tenuta per sempre.
Nel frattempo mio padre si voleva disfare della sua porsche 924 mandandola allo sfascio ed io che vengo sempre prima dello sfascio me la presi.

(foto… mia)
La facemmo mettere a posto e la utilizzò il marito al posto della volvo berlina che restituimmo a mio suocero quando gli rubarono quella nuova che si era comperato da poco. A quel punto stemmo con due macchine… vecchie… non catalitiche per parecchio di tempo… fin quando decidemmo che purtroppo il mondo va avanti e i romanticismi te li devi scordare. Prendemmo quindi due auto moderne: per me una Hyundai Atos con la faccia da befanetta che mi piaceva molto prima dei restyling che l’hanno definitivamente sturciata, e per il marito una degna sostituta della volvo sw, una voluminosa Voyager modello sperticato, che ci ha dato e ci dà tuttora la possibilità di fare traslochi di mobili, cani, spese, barche, windsurf, buste dell’immondizia giganti, potatura di alberi e chi più ne ha più ne metta.
E così passarono altri sette anni, mamma mia come vola il tempo; la sperticata va ancora alla grande e la piccola befanetta, con non poco dolore, è stata da poco sostituita da quella che io ho battezzato Cherry alias la Ciliegiona per il suo colore.

(foto … mia)
La Ciliegiona (PT Cruiser) è una macchina old style, da molti giudicata un obbrobrio, non so se ho messo il numero di b giuste, ma come suol dirsi “de gustibus non est sputazzandum”
A me piacciono le macchine strane, mi piace persino la Materia e, come diceva la mia mamma… dove c’è gusto non c’è perdita








Eccezionale io tuo racconto, ho riso tantissimo, pure mio marito! Anche noi ti inseguiamo un poco con le ns. auto… dovrei scrivere le ns. di vicissitudini tremende con un maggiolone color arancione, fa pure rima…
Ciao cara Mari, l’altro ieri ho conosciuto una persona che ha adottato un Greyhound di nome “Diesel”, nero, dolcissimo! Questo padroncino fa parte del gruppo Gaci project e ti conosce e stima chiaramente!
Baci, Biggi.
My cars…..ed altro…
Dato che ho letto la storia carinissima di una mia amica e dei suoi innamoramenti della vita in automobili particolari, vorrei scrivere anche le ns. storie automobilistiche curiose di alcuni momenti vissuti in funzione ai ns. animaletti! Cmq, inizio da me e dalle mie esperienze su 4 ruote!
Nel 1969 sono arrivata a Milano, per lavoro e l’amore…con poca esperienza della lingua italiana! Avrei imparato andando alle scuole serali, ma ai tempi mi volevano far rifare le medie, dato che i miei diplomi tedeschi non erano riconosciuti! Dato che lavoravo 8 ore in ufficio non vedevo la possibilità di aderire alla richiesta e quindi sono stata autodidatta….
Nel 1972 mio marito mi motivava a fare la patente ed io con grandissima paura mi iscrissi! Un po’ di guide le facevo già con lui e quindi non esistevano problemi. Durante le lezioni teoriche non capivo granché sul motore e le varie problematiche e mi domandavo come potevo essere promossa…ma ci sono riuscita!
La prima auto ns. sarebbe stato un VW Maggiolone, bellissimo, di colore verde chiaro. La guidavo per andare in ufficio ed i primi due incidenti li feci con quella macchina. Dopo susseguivano varie auto grosse di gusto maschile (anche per motivi di lavoro!) e finalmente arrivò una macchinina tutta mia, una piccola Citroen, la LNA. L’ho tenuta poco per cambiare in una Lancia Y con primo cambio automatico e qui iniziarono le avventure!
Questa auto era dotata di un impianto di antifurto installato non dalla casa. Mi capitava al mattino di stare in coda a Milano, magari al semaforo e tutto d’un tratto mi si spegneva il motore….! Per fortuna ad una donna giovane e carina… viene sempre prestato subito aiuto e cosi si spingeva l’auto sulla striscia centrale alberata sulla grande circonvallazione, ve lo potete immaginare?!? Dopo una sosta di 5 min. ripartiva il mio mezzo come se nulla fosse… Al mio meccanico si arricciava sempre il naso quando mi presentavo con il presunto guasto…ma dove? Finalmente anche a lui si era fermata l’auto durante una uscita di prova e lui dovette fare 3 km a piedi per ritornare in officina…dopodiché stabili che era guasta la centralina d’allarme…! Quindi potevo reclamare presso l’istallatore e cosi fu e l’auto venne riparata.
Mio nuovo compagno di vita a quei tempi si innamorò di un Maggiolone VW Cabrio, color arancione con tettuccio nero! Detto fatto e l’auto divenne di ns. proprietà…era già ricercata e quindi costosa. L’autosalone ci dava tutte le garanzie a voce…e noi iniziammo a passare l’estate con il bel mezzo, col cappellino uguale etc. etc. A quel epoca affittammo una casetta in montagna e si andava a far weekend con le gatte appresso…le ciotole col timer arrivarono dopo…! Se nonché la strada lungo il lago di Lecco ai tempi era sempre da coda e le ns. gatte miagolavano nel retro per via del caldo e del rumore del motore “bestia”. Inoltre il mezzo non si arrampicava per niente in montagna…era un 1600! Quindi era ora di pensare ad una auto con condizionatore…per i gatti!!!
Mio marito fece cambio con un amico (cosi sembrava), che aveva un autosalone e ci lasciava una 33 Stationwagon con aria condizionata in cambio del Maggiolone, tutto matto color arancione…! Purtroppo dopo poco ci fecero storie per via del motore truccato, non originale etc. etc. Noi non sapevamo nulla, ma capivamo perché non volle salire in montagna…. Abbiamo pagato e la storia finiva lì. Le ns. gatte erano contente col nuovo abitat fresco e spazioso, ma noi avevamo qualche problema meccanico….e con una barra stabilimmo un po’ l’andamento di questa macchina.
Dopo non molto ho visto da un meccanico vicino l’ufficio un Vitara Cabriolet 4×4, rosso col tettuccio bianco. Chiamai mio marito ed insieme andammo a prenotare questa bellezza d’auto. Quindi liberatici della 33 ed anche della mia Lancia Y, si iniziava la vita da montanari….ma le gatte dove le mettavamo??
Claudio costruì un sopralzo/divisorio, dove sotto si collocavano le valigie etc. e sul piano di sopra si appoggiavano le ceste da viaggio dei miao…e le pelose cosi sono state a stretto contatto con noi, divise solo da una rete. Per loro è stato il massimo di poter controllare da sopra tutto l’andamento. Questo mezzo ci ha dato tante soddisfazioni ma anche mal di schiena a me! Anche l’apertura dietro, a cerniera…era una grande seccatura. Veramente doveva esserci la capotte rigida, ma dopo l’acquisto chissà perché non saltò fuori questo pezzo.
Durante il possesso del Vitara abbiamo insegnato al cagnolone Setter del ns. amico ad apprezzare di andare in macchina. L’animale aveva paura, ma grazie ad una trovatella Samoiedo che avevamo come ospite il Setter imparò con lei a saltare nel baule e chi lo spostava più???
Dopo qualche anno si doveva cambiare automobile… con che cosa??
Si tornava a cercare una stationwagon 4x 4 naturalmente ed alla fine la ns. scelta cadeva su una Mitsubishi Stationwagon 4×4 (7 posti!!!). Era di una persona per bene che l’aveva usata poco e quindi era un affare per noi. L’aria condizionata non mancava etc. etc. Le gatte non erano tanto contente, visto che stavano molto distanti da noi ed in più la coda dell’auto scodinzolava….che fare?? Niente, si doveva andare avanti per un po’ con questo nuovo abitacolo! Con questo 4×4 abbiamo avuto cmq tante soddisfazioni, specialmente però gli amici, quando si andava a mangiare la pizza a quota 1000 m, dove le stradine si facevano strette e le curve erano tante…
Bene, l’auto era diventata “vecchia” e si guardava in giro per un altro modello…. Questa volta si sceglieva una Honda HRV 4×4, sembrava una vasca da bagno…ma le gatte l’apprezzavano, dato che dovevano spostarsi spesso con noi al week end. Poi è finita purtroppo la storia dei 4×4 ed anche la casa in montagna non c’era più…
Gli animali che abbiamo ora, il cagnolino Shih tzu Billy e la gattina tigrata Rossella, salvata dalla strada, viaggiano nel loro channel, sul sedile dietro, con qualche problemino da parte di Rossella…. Devo sempre aver a portata di mano dei pannoloni puliti e fermarmi per strada per sanare la situazione….che divertimento, credetemi!
Birgit
Storiella scritta per Marilena, la mia amica conosciuta quando è nato il suo sito meraviglioso “Millenniumdogs”